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Light from infinity Home page di Fulvio Mete
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Le camere dotate di sensori CCD raffreddati hanno ormai sostituito quasi completamente quelle con pellicola tradizionale, che ancora sono usate (ma non so per quanto) per l'imaging di vaste zone di cielo.Il passaggio non è stato indolore, molti ancora rimpiangono la purezza dell'immagine tradizionale. la sua profondità, l'intensità dei colori.Purtuttavia i sensori allo stato solido hanno aperto agli astrofili le porte delle acquisizioni di tono professionale, anzi, hanno consentito loro di arrivare dove fino a qualche hanno fa arrivavano solo gli astronomi professionisti con strumenti da osservatorio.Personalmente trovo le camere CCD per astronomia assolutamente insostituibili in alcuni lavori "seri" effettuabili da parte degli astrofili (ricerca di supernovae, di variabili cataclismiche, studi sulle variabili) e , la cosa che più mi sta a cuore, nelle ricerche di spettrografia solare e stellare e nelle riprese solari ad alta risoluzione.
CCD cameras are now used by the great part of amateur astronomers, remaining those on film traditional support almost only dedicated to great field deep sky imaging.Some people , anyway, looks back with regret to those old times when traditional film was the only instrument of amateur sky imaging, for the purity, the clearness of colours of the film.I find the modern CCD cameras absolutely necessary for all serious works to be done by amateurs, like supernovae researchs, variables stars observations , and, what i like the most, solar and stellar spectrography and high resolution solar imaging.
In realtà le camere CCD hanno aperto nuovi orizzonti all'astrofilo, moltiplicando per incanto le possibilità della strumentazione usata e rendendo possibili approcci sinora esclusivi del professionista: basti pensare alla spettrografia stellare, alla ricerca di supernovae etc, ora alla portata anche di modesti telescopi da 20 cm di apertura.Un esempio delle straordinarie possibilità dei sensori allo stato solido è fornita dalle seguenti due immagini, distanti enormemente nella strumentazione usata, ma non altrettanto nel risultato, grazie alla potenza dei CCD: entrambe ritraggono la nebulosa planetaria M57 nella Lira, la prima è stata ripresa con il Mayall da 4 mt di diametro del Kitty Peak Observatory su pellicola tradizionale, la seconda, sulla destra, dal sottoscritto dal suo balcone a Roma con un catadiottrico Celestron da 28 cm con una modesta camera CCD Starlight Mx 512.
Really, CCD cameras multiplied the chances of amateur astronomers' instruments making possible approaches till now exclusive domain of professionals: it's the case of stellar spectroscopy, supernovae research, now possible for a 20 cm amateur telescope.An example of enormous chances of solid state sensors is in the following images, quite different respect to the instruments used, but not enough to the results: both of M57 planetary nebula in Lyra; the first, shot by the 4 mt Mayall telescope atop Kitty Peak Observatory on traditional film , the second, on the right, shot by me on my home balcony in Rome, by a 28 cm catadrioptic Celestron telescope and a modest and low priced Starlight Xpress CCD camera.
Nei link alla presente pagina, ho raccolto alcune immagini da me riprese con camere CCD e webcam.
In the links to this page there are some shots of mine, all by CCD cameras and webcams |